Canottiere nere e pensiero unico

La canottiera, alla stregua del calzino corto, è un indumento maschile che non viene accostato al massimo dell’eleganza. I pareri sono discordanti ma si può azzardare che a prevalere siano sempre stati i denigratori. Nella vita pubblica ci sono altri capi di abbigliamento passati tragicamente alla storia come le camicie nere. Una delle canottiere più famose delle Repubblica italiana, in chiave di satira e stile politico, fu quella che indossò Bettino Craxi al 46esimo congresso del Psi che si celebrò a Bari nel Luglio del 1991. Complice il caldo torrido la canottiera prese forma,  si manifestò matida di sudore sotto la camicia e divenne un’icona, prima di  quel congresso e poi del declino di Craxi e del Psi, che avrebbero impattato, di li a pochi mesi, nella stagione di Tangentopoli. Ecco perché la canottiera nera ben rappresenta il monocolore socialista, fuori dal tempo e dalla ragione, che si è insediato al Comune di Siena. Nera perché gode del pensiero unico garantito dall’asservimento di gran parte dell’informazione locale. Alcuni anni fa blogger rampanti e sagaci commentatori – sarebbe utile una puntata di “Chi l’ha visto” per documentarne la scomparsa – intrattenevano l’opinione pubblica sulla cosiddetta birreria e sulla libertà di stampa. Oggi che quella stessa birreria governa davvero la cittá,  tutti un silenzio e nessuno disturbi il manovratore! Che si permette persino di dichiarare, senza che alcuno si indigni, che con il 25 Giugno 2018 sarebbe finito il pensiero unico. Quella é la data nella quale la sciagurata maggioranza del Pd senese, Bruno Valentini e Pierluigi Piccini hanno regalato la guida del Comune di Siena a #luigigiàsansedoni#, al secolo Avvocato De Mossi Luigi. Da allora si è consolidato un sistema di potere che gode dei favori illimitati di gran parte dell’informazione locale, che censura chi é capace di proporre iniziative e analisi critiche, che fa depistaggio come sulle vicenda della fiscalità delle contrade, vedasi il Corriere di Siena di domenica scorsa, che si é affannato a intervistare per primo il sindaco quando le Sardine erano sempre alla Costarella. A merito de La Nazione Siena – in ossequio al principip di verita al quale si ispira questo blog- va invece aver pubblicato l’articolo di Sergio Profeti che chiarisce in maniera nitida ed efficace come non vi sia alcun pericolo imminente per le contrade e che anzi questo potrebbe alimentarsi da tanta confusa ed inutile agitazione. A tal proposito risulta davvero singolare che la fine delle pubblicazioni da parte di www.sunto.biz non abbia sollevato prese di posizione o inviti all’autore a ripensarci. La voce di Sergio Profeti, per taluni scomoda per altri fonte di interpretazione autentica, era comunque un riferimento per il Palio di Siena e per le contrade. Un altro punto di vista venuto meno nella Siena delle canottiere nere dal pensiero unico.