2017-Fuga dalla verità

Abbiamo salutato Alessandro Masi sottolineando molti meriti e quella mancanza per non essere riuscito a ricostruire un’analisi condivisa sulla crisi della città e di Banca Mps. Dalla quale far discendere una assunzione collettiva di responsabilità del Pd e con la quale fissare i confini per far emergere colpe e omissioni che non sono appartenute alla politica locale. Non basta affermare, un po’ furbescamente, come ha fatto Anatrini, in Assemblea Comunale che il Pd é l’unico ad avere fatto autocritica. Dove, come, quando? Peggio pare abbia fatto il capitano della locale squadra di Subbuteo secondo il quale questa storia la dovrebbero scrivere gli altri. Una posizione, quest’ultima, che metterebbe in imbarazzo anche Dante Alighieri che sarebbe incerto sul collocarla nel Vestibolo o Antinferno o nella bolgia VI dell’VIII cerchio. Questo spiega quanto accaduto nelle ultime settimane. La commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario ha fatto nuovamente emergere anche le responsabilità della autorità di vigilanza. Ne scrive, solo per fare un’esempio, Massimo Giannini su Repubblica quando richiama le responsabilità di Banca d’Italia per non aver tenuto in debito conto che Banca Antonveneta avesse almeno 4 Md di debiti incagliati. Mentre appare certo che non verrà convocato Draghi. Intanto il Pd, a Roma, fa quadrato intorno a Maria Elena Boschi perché non venga convocata. Come si colloca il Pd cittadino in questo contesto? Esce con un comunicato stampa totalmente dissociato dalla realtà nel quale si aggroviglia verbosamente sulla parte esteriore del tema di scontro politico e non entra nel merito di niente. Per gli innovatori é un comunicato on demand, come nella tv satellitare, dove ognuno si serve da solo. Un servizio al quale dunque potrebbero accedere tutti i possessori di smart card (alias tessera del Pd), che ne facciano richiesta. Per i più vintage quel comunicato é invece un remake della famosa canzone di Edoardo Bennato che parla di un noto apparecchio sonoro degli anni ‘70 che mandava le canzoni più gettonate al FestIvalbar. In fuga dalla storia, in fuga dalle responsabilità, in fuga dalla verità. Come Donald Pleseance nel film capolavoro di Jhonn Carpenter. Ma quando arriverà Jena Plinsky a sporcarsi le mani con tutta questa materia? E davvero qualcuno pensa che diversamente si possa ripartire senza bonificare i pozzi avvelenati?

A proposito di storia. Ho letto giorni fa un articolo del Sole 24 Ore secondo il quale solo i Ds si interessavano di Mps. Se questo fosse vero Guzzetti sarebbe solo un noto brand di accessori per la casa, Mancini non sarebbe altro che Henry, autore della colonna sonora della Pantera Rosa, infine e Giacomelli il pilota del’Alfa Romeo di Formula 1. E mi fermo qui.