Un festino in Piazza del Campo

Ho atteso con fiducia che l’informazione locale e soprattutto i blogger delle libertà commentassero o approfondissero l’inchiesta pubblicata su La Stampa (Le mani su Siena. Così il petrolio russo si compra la città del 4 Febbraio scorso) a firma Paolucci, che ha immortalato con parole e grafici la vera paternità della unica concentrazione degli investimenti che hanno fatto filotto dei locali di Piazza del Campo. E non solo. Se non altro per addossare la colpa, indiretta, alla crisi di Mps e di chi l’avrebbe provocata, sempre ad esclusione di Banca d’Italia. Notizie vecchie diranno le più astute volpi delle lastre. Ma invece di dedicarsi al peso specifico che ha questo fatto nell’economia cittadina e nelle gerarchie politiche e sociali  è stato concesso molto più spazio nel rilanciare il disgustoso filone dei festini, con tanto di citazioni di persone venute a mancare e di chi le frequentava. Alle quali va tutta la mia solidarietà. Rotocalchi televisivi di infima qualità, spacciati per giornalismo d’inchiesta, che continuano ad infangare la nostra città e ed una persona scomparsa in una tragica sera di sei anni fa, alla cui memoria certo non si fa omaggio con tali accostamenti. E tantomeno si fa luce sugli aspetti controversi della vicenda. A chiudere il micidiale trittico della settimana  (l’accostamento con il mix di psicofarmaci è puramente voluto e per nulla casuale) un vero colpo di scena. Ecco che all’imbrunire – dell’olio delle frittelle – il vero, pudico, festino va in scena in Piazza del Campo alla presenza dell’Ardimentoso Matteo Salvini e dell’ex deputato della Sansedoni nominato da Giuseppe Mussari. Siamo stati omaggiati della piece  teatrale dopo la casuale, ma a pensar male provvidenziale, gita a Suvignano a sublimare un percorso che all’Ardimentoso  non appartiene di certo. Quanto è  invece frutto della dedizione e del sacrificio di tutti i servitori dello Stato, in specie i caduti, che hanno lottato contro le mafie. Incuranti del rischio corso dalle cartilagini delle proprie ginocchia, già provate dai non pochi salti di schieramento, numerosi esponenti della Siena di Mezzo si sono concessi genuflessioni degne dello squat più estremo che, in particolare, tonifica i glutei. C’è molto di cui riflettere. (continua..)