Il succhiaruote 4.0

Ancora un post. Naturalmente con il consenso dell’editore. Al secolo S.C., con codice fiscale 726I come esigono gli indigeni cultori dello Ius soli, che di professione consumano le lastre. Ci intratterremo su un falso storico, comparso giusto ieri sulla locale cronaca de La Nazione. La firma dell’articolo, al pari del suo direttore, è un ottimo giornalista che ha tutta la mia stima. Ma non per questo posso esimermi dal commentare quando vengono prodotti contenuti di parte e fuorvianti. Primo falso. #brunonolimits# al secolo Bruno Valentini, consigliere comunale Pd, sarebbe un esponente della società civile inviso all’apparato. Ma lui medesimo che occupa da sei lustri una poltrona nei più svariati consessi istituzionali alle diverse latitudini dell’emisfero senese a quale categoria apparterebbe?  A quella delle benemerite suore di San Girolamo? Non risulta peraltro che nessun giornalista d’inchiesta, alimentato dal sacro fuoco dell’antipolitica, abbia mai intervistato il suo capoufficio per sapere se, in tre decenni di incarichi istituzionali, la produttività lavorativa del nostro eroe ne abbia mai risentito. Perché il problema sono sempre stati i funzionari di partito. E parimenti nessun giornalista d’inchiesta si è mai domandato perché tale (ossessiva) longevità politica, che condivide con #pierluigipersempre# non sia toccata in sorte ad un artigiano o ad un operaio della Whirpool. Secondo falso storico. La vivacità di #brunonolimtis# riempierebbe il vuoto di comunicazione del Pd, reo di non aver espresso per oltre un anno il segretario cittadino. Chi era il candidato sindaco alle ultime elezioni comunali nella quali il centrosinistra ha perso il Comune di Siena dopo 70 anni? Chi si è voluto candidare con tale e inaudita protervia ben sapendo che avrebbe diviso ed isolato il Pd?  Valentini., che condivide con Scaramelli e Dallai la responsabilità di aver perso le elezioni comunali, è la causa principale delle attuali divisioni del Pd. Presentarlo come estraneo alle macerie che lui stesso ha prodotto vuol dire ribaltare la storia con eccessiva disinvoltura e portare acqua a #luiigigiàsansedoni#, attuale sindaco pro tempore di Siena che ha bisogno di un Pd presentato in stato confusionale per nascondere la sua sterilità amministrativa.  Nel 2011 il centrosinistra elesse il sindaco con 17802 voti, mentre il Pd ne raccolse 11723. Nel 2013 il centrosinistra si confermò con 12706 voti, mentre il Pd si attestò a 6483. Nel 2018 il centrosinistra, che grazie a Valentini di fatto non esisteva più già prima del voto, scese a 7237 voti ed il Pd addirittura a 4543 voti. L’arretramento è macroscopico. Anziché mettere a reddito il doppio regalo di Alberto Monaci (commissariamento del Comune nel 2012 e assalto finale ai seggi che condizionò il risultato delle primarie del 2013) e del  ritiro della vera candidatura, il nostro eroe si è fattivamente adoperato per lacerare rapporti storici ed allontanare forze sempre vicine. L’arroganza di chi lo ha sostenuto ha preteso ed ottenuto che la gran parte del partito, che vive la militanza con lealtà, fosse costretta a votarlo per ben quattro volte!!  Ora di fronte ai continui #gargarismidigitali# da costui prodotti – che certo non saranno raccolti nei testi di filosofia- ed al danno di immagine che ne deriva per il partito, sarebbe bene che, per prima, la curva dei tifosi, sempre attiva, suonasse per Bruno suo #laMartinella del ritiro#. Il Pd deve andare oltre. Ogni ulteriore indugio è un regalo alla destra. Per rappresentare la situazione con una metafora ciclistica ora è il tempo di un passista alla Francesco Moser, come Massimo Roncucci che ha ben iniziato il suo mandato, e non di chi si è giovato anche troppo a lungo del lavoro e della lealtà del gruppo. Proprio alla stregua di un succhiaruote.  La volata andrà, invece,  tirata a nuovi attori con nuove idee.

 

L’angolo di Gianburrasca 1). Cui prodest?  La ripresa del Pd dopo l’elezione   a segretario di Massimo Roncucci è evidente: dalla iniziativa sulla scuola in una libreria, alla Festa de l’Unita al Circolo Due Ponti,  alle diverse prese di pozione sui temi cittadini, sino alle aperure dei circoli di questi giorni. A chi giova continuare nascondere questo elemento come fanno sistematicamente i media senesi?

L’angolo di Gianburrasca 2) Un vecchio amico che condivide con me l’analisi sulla mancanza di pluralismo in gran parte dei media cittadini, appiattiti sul Comune di Siena,  mi suggeriva di presentare un esposto all’Ordine dei giornalisti della Toscana. Ho risposto che temevo che sollevare il problema rischiasse che, per compensazione, venisse dato ancora più spazio a #brunonolimits# le cui uscite inficiano l’immagine del Pd ben più di quelle del centrodestra. Basta leggere i giornali degli ultimi mesi e giorni.

L’angolo di Gianburrasca 3) Ha suscitato interesse ed apprezzamento la presentazione del libro di Antonio Floridia, dal titolo “Un partito sbagliato”. Grazie agli interventi di Roberto Barzanti, Simone Bezzini ed Antonio Floridia l’associazione Polis ha visualizzato la leggerezza dei pensieri lunghi rispetto alla pesantezza dei post vuoti a carattere seriale.