La repubblica presidenziale

Gli italiani non possono eleggere direttamente il Presidente della Repubblica. Ma la nostra forma di Stato si sta avvicinando, nella sostanza, sempre di più alla repubblica presidenziale. Il primo a finire sotto accusa per interventismo fu Sandro Pertini che amava il contatto diretto con la gente e così sopperiva alla distanza del Palazzo. Poi fu la volta di Oscar Luigi Scalfaro che non ebbe timore di contenere le pulsioni costituzionalmente eversive del primo Silvio Berlusconi. Nel 2011 Giorgio Napolitano, di fronte al concreto rischio di default del paese, spinse Berlusconi alle dimissioni e nominò Mario Monti alla Presidenza del Consiglio, facendo gridare al golpe. Oggi sono tanti gli italiani, compresi quelli che dopo 70 giorni si sono già pentiti di aver votato per gli “ismi”, che apprezzano la condotta di Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica, entrato nel terzo anno del suo settennato, si caratterizza per una pacatezza che, ben lungi dall’apparire debolezza o remissione, finisce per rassicurare gli italiani. Come se di fronte allo strepitio di parole vuote ed inutili, spesso contraddittorie, dei leghisti e dei grillini, gli spettatori volessero scappare da questa farsa per rifugiarsi nella certezza della serietà silenziosa di Sergio Mattarella. E chi come il sottoscritto è sempre più convinto che si debba arrivare all’elezione diretta del Presidente della Repubblica per rafforzare la tenuta della democrazia, l’unità nazionale e la capacità negoziale con l’Europa, rinnova la sua gratitudine verso i padri costituenti che realizzarono un sistema democratico che dopo oltre 70 anni è ancora capace di contenere e correggere chi esce dal seminato come l’accrocco penta-leghista o lega-stellato. Così’ la tenuta dei conti pubblici, come quella delle lealtà europeista, fino alla collocazione internazionale del paese sono nella mani del Presidente della Repubblica. II Pd  anziché gioire  di tutto ciò dovrebbe preoccuparsi ulteriormente della sua crescente e plateale inutilità. Ha avuto talmente fretta di collocarsi all’opposizione che è li da 70 giorni ad aspettare un governo che sembra non arrivare mai. Come il pendolare che non fu avvertito che era sciopero e rimase ignaro ed imperterrito ad attendere l’autobus che non passava mai. Meno male che c’è Mattarella.