Le leggi a tutela del Palio di Siena e delle contrade

Salvacontrade fu denominato, nei primi anni 2000, un provvedimento che risolvesse il contenzioso aperto tra il fisco ed alcune, prime, consorelle. Il rischio era che quelle contestazioni venissero rivolte a tutte le storiche contrade di Siena e che ne risultasse inficiata o persino compromessa la loro attività sia di carattere mutualistico che finalizzata allo svolgimento del Palio di Siena. Nel 2006 grazie ad un emendamento presentato dal deputato Franco Ceccuzzi – il blog è costretto riportare il nome stante la censura dell’informazione locale- venne approvata una norma su misura per esentare contrade e società dalle imposte sul reddito delle società. Da quando è entrata un vigore, la legge 296 del 2006, ha funzionato, e siamo ormai al 13esimo anno fiscale, corrispondendo le finalità per le quali era stata approvata. Sul tema ha scritto più volte un esperto della materia come Sergio Profeti. Oggi ripresentare proposte di legge, che ripartono proprio da quella norma, come se ci fosse ancora bisogno di un salvacontrade significa disorientare l’opinione pubblica. Enensima prova di disinformazione e negazionismo di quanto fatto di positivo da chi si é impegnato, pagando anche un caro prezzo personale, per questo provvedimento che ha tutelato l’attività delle contrade. Come nel 2009 lo stesso deputato Ceccuzzi fece approvare, per la prima volta una norma che vieta le scommesse sul Palio. Oggi ci sarebbe bisogno di una legge di tutela sul Palio di Siena proprio nella fase in cui arriva l’iniziativa del Mibac per il riconoscimento del Palio come bene immateriale Unesco. A tal proposito si ricordi un grande impegno dei deputati Fabrizio Vigni e Franco Ceccuzzi. Chi ha scritto, in questi giorni, che la Commissione Bilancio della Camera Deputati ha bocciato il salvacontrade ha prodotto due falsità. Primo. Non c’é più bisogno di un salvacontrade. Secondo. Quell’emendamenfo dei giorni scorsi é stato dichiarato inammissibile dagli uffici, e non per volontà del governo, per il suo contenuto localistico come è sempre accaduto. Al voto non è mai arrivato perche non poteva arrivarci. Chi non lo sa o fa finta di non sapere cambi mestiere. Nel 2006 il successo fu ottenuto aggirando abilmente il divieto di introdurre provvedimenti a carattere locale nelle leggi di bilancio. Oggi tanta mobilitazione e genuflessione favore della fuffa di Fratelli d’Italia forse si spiega. Il monocolore socialista che si é insediato, fuori stagione, alla guida del Comune di Siena è sceso dal veicolo leghista ed è salito su quello do Giorgia Meloni.

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