Sardine e gallinelle

Sardine e gallinelle stanno bene insieme solo nel banco del pesce come suggerisce la foto. Anche perché il cacciucco in politica non rimanda ad un prelibato piatto livornese ma ad una indistinta accozzaglia. Che nel caso del movimento delle sardine porterebbe a sminuirne la freschezza causa l’abbraccio mortale di quel ceto politico che ne avrebbe più bisogno in mare aperto. Il rinnovamento ed il rilancio del centrosinistra e dei suoi maggiori partiti é sempre passato per la spinta dal basso di movimenti spontanei. In taluni casi anche da momenti di conflitto o contrapposizione. Dopo la netta sconfitta elettorale de L’Ulivo nel 2001, che segnò il ritorno di Berlusconi al governo, vanno segnalati almeno tre momenti chiave. Prima i traumi inferti a tutte le coscienze democratiche per l’uccisione di Carlo Giuliani durante la manifestazione di Genova nei giorni del G8. Nello stesso giorno le violenze e le vere e proprie torture subite dai manifestanti presso la Caserma di Bolzaneto. Fatti poi appurati in sede processuale. L’anno successivo prese le mosse dalla città di Firenze il movimento dei girotondi o dei professori la cui mobilitazione faceva leva sulla indignazione contro le leggi ad personam – si ricordi il falso in bilancio- approvate dal centrodestra per favorire Berlusconi. Quella fase trovò il culmine con la manifestazione del Circo Massimo a Roma nel 2003 che, con il dichiarato milione di partecipanti, sembró consacrare la leadership di Sergio Cofferati, il segretario della Cgil che l’aveva promossa. Al centro di quella stagione di nuova partecipazione civile vi erano la giustizia, la difesa dei valori della costituzione e dei diritti del lavoro. I Ds e la Margherita non.furono mai tentati dal cavalcarli o marchiarli e furono costretti a misurarsi in percorsi di rinnovamento che portarono alla breve esperienza di governo del secondo governo Prodi 2006-2008 e subito dopo alla nascita del Partito Democratico. Al momento é difficile prevedere come si svilupperà e quale sbocco avrà il movimento delle sardine. Colpisce molto favorevolmente la sua dimensione, la partecipazione popolare, la forte presenza di giovani. I quattro promotori sembrano aver colto il momento giusto per convogliare nelle piazze tanta energia per affermare la volontà di vivere in società aperte, dove la diversità è un valore, e si rigettano rigurgiti xenofobi e fascisti. É l’Italia che non ha paura di andare avanti, che vuole stare in Europa, che combatte le ingiustizie a viso aperto e non vuole alimentare le paure. Per questi motivi le sardine hanno individuato in Matteo Salvini l’emblema dell’Italia che ha paura e vuole tornare indietro. Si manifesta non contro il governo in carica ma contro un leader dell’opposizione facendo intravedere che si considera imminente il pericolo del ritorno della destra al governo. Pesano i sondaggi, l’aggressività di Salvini, in perenne assetto elettorale, la debolezza del giá nato traballante governo giallo rosso. E pesa agli occhi delle sardine anche l’inadeguatezza del Pd, del suo modo di essere e della sua proposta politica. Quindi il Pd ha bisogno della libera spinta delle sardine e deve stare più che mai attento a non ingabbiarle. Il diritto di manifestare é garantito dalla costituzione. Ma il ceto politico del Pd dovrebbe utilizzare maggiore prudenza nel volersi per forza infilare in un movimento che potrebbe favorire, speriamo, la sua rimozione democratica. Dopo uno stallo di dieci anni che ha cristallizzato i gruppi dirigenti del centrosinistra. Tra le cause, ovviamente, anche il fallimento renziano che ha distrutto il meglio delle tradizioni politiche e delle sue organizzazioni. É lasciato le vecchie e consunte correnti a spartirsi le macerie ed a complicare il lavoro di Zingaretti, che merita ogni apprezzamento per il suo impegno per rinnovare il Pd. Ecco perché nel senese le gallinelle dovrebbero tenersi alla larga dalla sardine. La stampa locale, sempre più militante, non ha perso occasione per mettere in risalto negativamente le adesioni del ceto politico- compresa una gallinellona a specchio che non poteva mancare. Che proviene dell’arcipelago amiatino ed ha girovagato  per tutti i fondali.