Il regime del triangolo e la Fiera dell’Est

Il regime del triangolo rappresenta la palude nella quale è sprofondata la politica senese, ormai subalterna all’economia, e  che ruota intono a tre persone – solo apparentemente contrapposte tra di loro – perché tutto il resto delle opinioni e delle soggettività non viene scientemente rappresentato dall’informazione locale o sono costrette a non manifestarsi per timore di ritorsioni. Ciò è anche conseguenza della narrazione a senso unico, che continua tuttora indisturbata, sulle cause della crisi di Banca Mps, che ben lungi dal tracciare una riga dalla quale ripartire, continua ad alimentare la macchina del fango che fa solo male a Siena e la dipinge come non merita. I più assistono ormai  passivamente anche a trasmissioni spazzatura che oltre a alla città macchiano anche la memoria di persone venute a mancare e che non possono difendersi. Cui prodest? Intanto al perdurare dell’impunità  – giudiziaria e mediatica -di chi ha guidato la Banca d’Italia negli anni dei 7 dissesti bancari e di larga parte del gruppo dirigente del Pd  senese e nazionale che ha partecipato alle decisioni che hanno orientato gli indirizzi sulla Fondazione Mps e che ora, con inaudita codardia intellettuale, si nasconde alle responsabilità. Addirittura con Luigi Dallai, candidato gradito sia a Piccini che Valentini, rivendica la guida del partito cittadino per continuare a dividerlo e distruggerlo. Ma anche ai tre protagonisti del triangolo: il sindaco di Siena in carica, già consigliere di amministrazione di Sansedoni Spa nominato da Giuseppe Mussari, e due decani delle amministrazioni comunali, quali  Pierluigi Piccini e Bruno Valentini, che hanno sulle spalle oltre vent’anni di presenza all’interno di un Comune. Il primo gode di un sostegno acritico ed incondizionato di larga parte dell’informazione locale, salvo lodevoli eccezioni che non posso citare per non esporle a ritorsioni. Informazione che bastona chiunque osi criticare. Emblematico il caso di Sena Civitas che, maldestramente, chiede le dimissioni dell’assessore Apolloni e per questo viene dileggiata da giorni sui giornali con largo spazio, guarda caso, a Piccini che prende le difese del Sindaco. Sul bilancio del Comune di Siena l’informazione, senza attendere il riscontro oggettivo della pubblicazione del rendiconto 2018, accredita ed amplifica la tesi del buco e dà spazio solo a Piccini e soprattutto Valentiini che finisce, con la sua sterile autodifesa, per confermare l’accusa. Senza farsi mancare una grave caduta di stile con la quale addossa tutte le responsabilità alla struttura del Comune di Siena che gestisce il bilancio. Ai dipendenti va tutta la mia stima e solidarietà. Per ultimo accade che due dirigenti di base del Pd quali Nicola Malvinni e Claudio Parigi intervengano sulla crisi del Pd senese auspicando un vero cambiamento e l’elezione di un segretario unitario. La dichiarazione viene censurata da tutti i mezzi di informazione ad eccezione di due che la pubblicano solo perché così possono manipolarla inventandosi dal nulla che Malvinni e Parigi abbiano avanzato la proposta di un loro candidato a segretario del Pd e che lo stesso, nel giro di poche ore, si sarebbe ritirato. Tutto falso. Perche al regime del triangolo è funzionale promuovere un Pd vecchio, sfiatato e sostanzialmente sterile. E nel contempo silenziare tutte le opinioni che possano aggregare su una nuova visione di città o entrare puntualmente nel merito dei contenuti. Come accadde al sottoscritto- chiedo venia per l’autocitazione – quando fu ospite di Siena Tv a parlare della fiscalità delle contrade e mise in guardia dalle castronerie che aveva letto. A seguire fu intervistato, casualmente (!), Andrea Bellandi, del tutto incompetente sulla materia, per manganellare il sottoscritto e negare l’evidenza. Cioè che la legge sulla fiscalità delle contrade, fatta approvare quando ero parlamentare, funziona ancora dal 2006. Come hanno riconosciuto maggiorenti, esperti e commentatori di Palio. Nel frattempo la stampa moralista,  che nel 2011 si scandalizzava per la presenza nella politica senese della cosiddetta birreria, fa finta di non sapere che stesa la birreria si è trasferita stabilmente a Palazzo Pubblico. Alla fiera dell’Est .Ma qui non è Angelo Branduardi che canta.